Quando cambiare prospettiva significa cambiare modo di guidare le persone

Ci sono momenti nella carriera lavorativa in cui le competenze costruite negli anni non bastano più. Non perché perdano valore, ma perché il ruolo cambia e, nel contempo, cambia anche il modo di osservare l’organizzazione, le persone e le sfide da affrontare.

Formazione
04 ago 2026
-
Tempo di lettura: 5 min
Intervista Boccardo + Siad

È il momento che stava vivendo Rodolfo Silimbani. Dopo un percorso professionale come HR Manager SIAD Europe, si è trovato ad affrontare una nuova fase di crescita con il passaggio al ruolo di HR Manager SIAD Europe & Group Compensation and Development. Un’evoluzione che ha ampliato il perimetro delle sue responsabilità, portandolo a confrontarsi con una dimensione più strategica, nella quale la gestione delle persone si intreccia con lo sviluppo organizzativo e con la capacità di guardare al futuro.

Un cambiamento che richiede anche un nuovo modo di leggere il ruolo: non soltanto occuparsi delle esigenze quotidiane della funzione, ma sviluppare una visione più ampia, capace di tenere insieme persone, processi e obiettivi di medio-lungo periodo.

 

È proprio in questo contesto che Rodolfo ha scelto di intraprendere il percorso “Progettare e realizzare la visione strategica di manager e dirigenti”, promosso da Servizi Confindustria Bergamo, un’esperienza pensata per accompagnare manager e professionisti nella costruzione della propria visione strategica, attraverso un approccio che mette al centro il confronto, la contaminazione tra competenze diverse e la partecipazione attiva.

Più che aggiungere semplicemente nuove conoscenze, il percorso ha rappresentato per Rodolfo l’opportunità di fermarsi e osservarsi da una prospettiva differente, trovando nuovi strumenti per affrontare una fase professionale caratterizzata da maggiore complessità e responsabilità.

Fin dai primi incontri, ciò che ha percepito è stato un ambiente diverso da quello della formazione tradizionale. Non un’aula basata esclusivamente sul trasferimento di contenuti, ma uno spazio di confronto continuo, nel quale le esperienze dei partecipanti diventavano occasione di riflessione e approfondimento.

 

A rendere il percorso particolarmente distintivo è stata anche la sua struttura. Articolato in quattro moduli, il corso, ha accompagnato i partecipanti attraverso tematiche diverse ma complementari: dalla costruzione della visione strategica ai canvas, fino all’intelligenza emotiva. Ogni modulo è stato affidato a un docente con competenze specifiche, mentre la presenza costante di Marcello Boccardo, Strategic Consultant - Trainer - Divulgatore - Progettista e Consulente HR, ha garantito continuità lungo l’intero percorso, aiutando i partecipanti a collegare strumenti e riflessioni in una visione d’insieme.

Questa pluralità di prospettive ha permesso a Rodolfo di osservare le sfide manageriali da angolazioni differenti, confrontandosi non solo con contenuti nuovi, ma anche con approcci e modalità di lettura diverse dal proprio vissuto professionale.

 

 

Per Rodolfo, infatti, uno degli aspetti più significativi è stato proprio il confronto con realtà e prospettive diverse dalla propria. Ascoltare esperienze maturate in altri contesti aziendali gli ha permesso di ampliare il proprio sguardo, comprendendo come molte sfide organizzative possano trovare nuove chiavi di lettura attraverso il dialogo e la condivisione.

Questo approccio riflette la filosofia con cui il percorso è stato progettato. Come racconta Marcello, il valore della formazione nasce dalla capacità di creare uno spazio di confronto autentico, nel quale i partecipanti non siano semplici destinatari dei contenuti, ma protagonisti attivi del proprio percorso di crescita.

La classe diventa così una vera e propria comunità, capace di costruire nel tempo una rete di fiducia tra le persone. L’obiettivo non è arrivare alla definizione di una visione strategica comune, ma accompagnare ciascun partecipante nella costruzione della propria. Perché una delle difficoltà più grandi per un manager è il rischio di adottare una visione già definita da altri, senza prima aver maturato una piena consapevolezza della propria direzione.

 

La strategia, infatti, nasce prima di tutto da un percorso personale. Richiede tempo, concentrazione e la capacità di allontanarsi dalla gestione quotidiana per comprendere quali siano gli obiettivi di lungo periodo e quali strumenti siano necessari per raggiungerli.

È proprio questo uno degli aspetti che Rodolfo ha maggiormente riconosciuto nel percorso: la possibilità di uscire dalla logica del day by day e dedicare maggiore attenzione alla costruzione di una visione più ampia del proprio ruolo e del proprio contributo all’interno dell’organizzazione.

Tra gli strumenti che hanno avuto un impatto particolare ci sono stati i canvas. Per Rodolfo non sono stati semplicemente metodologie operative, ma strumenti capaci di modificare il modo di leggere il proprio lavoro. Attraverso questi strumenti ha potuto osservare la funzione HR da una prospettiva nuova, superando una visione più tradizionale e riconoscendone il valore strategico all’interno dell’organizzazione.

Un altro elemento significativo è stato il lavoro sull’intelligenza emotiva. Un tema che Rodolfo già conosceva, ma che durante il percorso ha avuto modo di approfondire attraverso un approccio più concreto e applicativo. Il confronto con gli altri partecipanti e le attività svolte gli hanno permesso di sviluppare una maggiore capacità di ascolto e di immedesimazione, comprendendo ancora meglio quanto la dimensione relazionale sia fondamentale per chi ricopre ruoli di responsabilità.

 

Il cambiamento più importante, però, è stato quello dello sguardo. Il percorso lo ha aiutato a consolidare una visione più strategica del proprio ruolo, comprendendo come la funzione HR possa contribuire non solo alla gestione delle persone, ma anche alla costruzione del futuro dell’organizzazione.

È questo il valore più profondo dell’esperienza: non fornire una strategia già pronta, ma creare le condizioni affinché ogni manager possa costruire la propria. Attraverso il confronto, la riflessione e la crescita personale, il percorso accompagna le persone verso una leadership più consapevole, capace di unire visione, competenze e capacità di relazione.

La testimonianza di Rodolfo racconta proprio questo: come un momento di cambiamento professionale possa diventare un’opportunità per fermarsi, acquisire nuovi strumenti e ridefinire il proprio modo di guidare le persone e contribuire allo sviluppo dell’organizzazione.

 

👉 Scopri tutti i percorsi per manager e dirigenti

Torna ai commenti
Lascia un commento
Articoli correlati
Corsi aziendali personalizzati: come progettare la formazione su misura per la tua impresa Corsi aziendali personalizzati: come progettare la formazione su misura per la tua impresa
In questo articolo: Quando scegliere un corso aziendale personalizzato  Dalla leadership all'AI: le competenze che puoi allenare Come nasce un perc...
Fatturazione elettronica in Germania: nuovi obblighi per le imprese dal 2027 Fatturazione elettronica in Germania: nuovi obblighi per le imprese dal 2027
La Germania ha avviato un percorso di digitalizzazione della fatturazione tra imprese (B2B) attraverso le modifiche introdotte dal Wachstumschancenge...
Estate e networking: il momento ideale per organizzare un evento aziendale Estate e networking: il momento ideale per organizzare un evento aziendale
Perché organizzare un evento aziendale durante il periodo estivo Le giornate più lunghe, la possibilità di utilizzare spazi esterni e un clima genera...
Formazione aziendale 2026: le competenze da sviluppare oggi per essere competitivi domani Formazione aziendale 2026: le competenze da sviluppare oggi per essere competitivi domani
Le competenze che fanno la differenza  Se fino a pochi anni fa la formazione era spesso concentrata sulle competenze tecniche, oggi le imprese richie...