Quando l'Intelligenza Artificiale diventa opportunità: la testimonianza di un manager che ha scelto di mettersi in gioco

Formazione
17 feb 2026
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Tempo di lettura: 5 min
BLOG TESTIMONIANZA

All’inizio c’era lo scetticismo.
Quello autentico, costruttivo, tipico di chi ogni giorno prende decisioni strategiche, gestisce persone, numeri e responsabilità. L’Intelligenza Artificiale? Interessante ma distante, impersonale, forse persino sopravvalutata. Una tecnologia potente, ma ancora difficile da immaginare come reale alleata nel lavoro quotidiano di un manager.

È questo lo stato d’animo con cui il protagonista di questa storia, Alessandro Butta, Senior Key Account Manager presso Chimiver Panseri S.p.a, si è avvicinato al corso sull’Intelligenza Artificiale promosso da Servizi Confindustria Bergamo e guidato da Cristina Mariani, formatrice, consulente, docente universitaria, autrice e giornalista.

Nessuna aspettativa rivoluzionaria, nessuna fiducia cieca. Solo la volontà di capire meglio uno strumento di cui tutti parlano e che, volenti o nolenti, sta entrando nel linguaggio del business contemporaneo e della competitività del mercato.

La curiosità di Alessandro ha trovato terreno fertile grazie a Chimiver Panseri S.p.a stessa: un’azienda attenta alle evoluzioni del mercato e consapevole dell’importanza dell’Intelligenza Artificiale nel mondo di oggi, che ha deciso di promuovere un corso aziendale permettendo ai diversi team di esplorare concretamente questa nuova frontiera tecnologica.

 

Il punto di svolta: guardare l'AI con occhi diversi

Fin dalle prime lezioni è stato chiaro un concetto fondamentale: l’Intelligenza Artificiale non è pensata per sostituire il pensiero umano, ma per affiancarlo.
Non un decisore automatico, ma un supporto capace di offrire punti di vista alternativi, accelerare l’analisi dei dati e automatizzare processi lenti o ripetitivi, lasciando al manager il compito più importante: interpretare e decidere.

Grazie all’approccio pratico e concreto della docente Cristina Mariani, Alessandro ha iniziato a cambiare prospettiva: ha compreso che il vero valore dell’AI non risiede nello strumento in sé, ma nel modo in cui viene interrogato e guidato.

Fare le domande giuste, interpretare le risposte, mantenere sempre il controllo umano delle decisioni: è stato in quel momento che il dubbio iniziale ha lasciato spazio alla curiosità.

 

La sperimentazione: piccoli passi, grandi intuizioni

Alessandro ha iniziato a sperimentare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale nel suo lavoro, prendendone sempre maggiore confidenza. Se in prima fase, esso è stato impiegato come supporto operativo, con il tempo il suo ruolo si è evoluto.

Da semplice strumento è divenuto un facilitatore in grado di affiancare il manager nelle fasi di riflessione, mettere in discussione approcci consolidati e fornire nuove chiavi di interpretazione del contesto decisionale.

Non più una tecnologia distante, ma uno strumento concreto, quotidiano e utile.

 

Un'offerta più mirata, perché più consapevole

Questa nuova visione ha portato Alessandro a compiere una scelta coraggiosa: rimettere in discussione alcuni prodotti che, negli ultimi anni, erano diventati poco richiesti e quindi difficili da vendere.

Grazie all’analisi supportata dall’Intelligenza Artificiale, ha iniziato a rileggere quei prodotti partendo da informazioni cruciali: i bisogni reali dei clienti, i contesti applicativi specifici e una serie di criticità e opportunità che fino a quel momento erano rimaste in secondo piano.

Come ci ha raccontato, l’AI non ha fornito soluzioni preconfezionate, ma lo ha aiutato a collegare dati e informazioni in modo più strutturato, offrendo una visione d’insieme più chiara e consapevole. Questo approccio gli ha permesso di ripensare completamente le proposte commerciali, cambiandone il posizionamento e il modo di raccontarne il valore.

Il risultato è stato significativo: prodotti inizialmente percepiti come difficili da collocare si sono trasformati in strumenti strategici, capaci di rappresentare, anche per quei clienti che in passato li avevano esclusi, nuove e concrete opportunità di valore.

 

Il valore umano al centro

Questa esperienza dimostra come l’Intelligenza Artificiale, se utilizzata correttamente, non impoverisca il ruolo del manager, ma lo rafforzi. Offre uno sguardo diverso, amplia il campo delle possibilità e supporta decisioni più informate, lasciando all’essere umano ciò che conta davvero: la visione strategica, la responsabilità e la capacità di scegliere.

Grazie all’Intelligenza Artificiale, utilizzata come supporto e facilitatore, il dubbio iniziale si è trasformato in un’opportunità concreta di crescita, integrando nuovi punti di vista e migliorando la qualità dei processi decisionali. Perché l’AI non sostituisce l’esperienza: la rende più consapevole.

La storia di Alessandro ci ricorda però un aspetto fondamentale: l’Intelligenza Artificiale non è una soluzione automatica né una scorciatoia decisionale. È uno strumento potente solo quando viene compreso, guidato e integrato all’interno di una visione strategica chiara.

È qui che la formazione assume un ruolo centrale. Comprendere come interrogare l’AI, interpretarne i risultati e integrarlo in modo efficace nei processi aziendali significa trasformare la tecnologia in un vero fattore competitivo. Senza metodo, consapevolezza e competenze adeguate, il rischio è quello di fermarsi alla superficie, limitandosi a un utilizzo parziale e poco efficace.

I nostri percorsi di formazione nascono proprio con questo obiettivo: accompagnare manager, imprenditori e team aziendali in un utilizzo concreto e consapevole dell’Intelligenza Artificiale, mettendo sempre al centro il valore umano, l’esperienza e la capacità di visione.

Perché l’AI non sostituisce le competenze. Le amplifica.

 

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